Gocce di Libertà: Terremoto: la solidarietà vince sull'egoismo
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lunedì 29 agosto 2016
giovedì 25 agosto 2016
Terremoto: la solidarietà vince sull'egoismo
E' proprio vero il nostro è un Paese "strano". L'individualismo impera nella quotidianità di ognuno e di tutti, ma nel momento del disastro scatta quella solidarietà che ti fa sperare in un futuro migliore e più "comunitario".
Per chi crede nel Dio che ha mandato il proprio figlio per salvare il mondo attraverso il martirio della croce, è la dimostrazione che il bene trionfa sul male sempre e non solo alla fine dei tempi.
In questi giorni gli esempi di sacrificio, di solidarietà, di capacità di "donarsi" e di donare hanno raggiunto livelli che giorno dopo giorno superano ogni immaginazione. A tutto questo si aggiunge la splendida capacità organizzativa della protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, della Polizia, dei Carabinieri, di tutte le forze dell'ordine e di un volontariato che è la vera ricchezza del Paese.
Si smentiscono così quelle teorie secondo le quali le persone sono individui egoisti che si muovono e agiscono solo per i loro interessi individuali o al massimo di gruppo. In questi giorni abbiamo visto che tale teoria è falsa e che l'agire di migliaia di persone per il bene degli altri e in genere della comunità dona emozioni e azioni che nessuna gratificazione in denaro potrà mai dare.
E' indubbio che accanto a questo grande cuore che dimostra il Paese, casi di bieco sciacallaggio politico o pseudo-tale da parte di una sub-cultura populista e razzista emergono in tutto il loro squallore sui social, con richieste di cacciare uomini e donne di altra nazionalità dagli alberghi per fare posto agli sfollati del terremoto. Ignoranza, abbrutimento etico, sciacallaggio di basso livello producono questi mostri del web che fortunatamente lo stesso web ha respinto e isolato.
Resta il problema della messa in sicurezza del patrimonio edilizio del Paese, sia privato che pubblico che può diventare strumento di sviluppo economico dello stesso Paese. L'edilizia, com'è noto è un volano eccezionale per l'economia; abbiamo un patrimonio architettonico, artistico e culturale enorme concentrato nelle grandi città, ma molto diffuso in centinaia di paesini medioevali ed in intere regioni che hanno subito dominazioni dalla greco-romana alla normanna. Ogni terremoto, ogni alluvione, distrugge patrimoni immensi sia di abitazioni che di cultura e di arte.
Non è più possibile non pensare di mettere in sicurezza tale patrimonio pubblico e privato con strumenti più incisivi e con agevolazioni fiscali e finanziamenti meno diluiti nel tempo (oggi 10 anni) per la messa in sicurezza del patrimonio edilizio privato e con interventi mirati di consolidamento delle strutture pubbliche come ospedali e scuole, solo per fare alcuni esempi, che non possono non rimanere in piedi in caso di terremoti.
giovedì 28 luglio 2016
Gocce di Libertà: Terrorismo2.0: necessità di diversi strumenti di l...
Gocce di Libertà: Terrorismo2.0: necessità di diversi strumenti di l...: Terrorismo2.0: necessità di diversi strumenti di lotta Un prete sgozzato selvaggiamente, un'altra vittima di questo confine sottili...
mercoledì 27 luglio 2016
Gocce di Libertà: Terrorismo2.0: necessità di diversi strumenti di l...
Gocce di Libertà: Terrorismo2.0: necessità di diversi strumenti di l...: Terrorismo2.0: necessità di diversi strumenti di lotta Un prete sgozzato selvaggiamente, un'altra vittima di questo confine sottili...
Terrorismo2.0: necessità di diversi strumenti di lotta
Un prete sgozzato selvaggiamente, un'altra vittima di questo confine sottilissimo tra pazzia e terrorismo. Ormai o direttamente - con aerei, camion, coltelli, pistole - o indirettamente, attraverso la paura che si impadronisce di ogni cittadino, l'Europa e il mondo Occidentale è colpito, terrorizzato dai colpi di una guerra che non segue più i canoni tradizionali dello scontro tra eserciti e quindi ancora più temibile, perché poco conosciuta.
Siamo abituati e sostanzialmente assuefatti ed indifferenti alle bombe lontane da noi, alle bombe e al c4 di Beirut, Kabul, Istanbul, Bagdad, quelle che non mettono in discussione la nostra vita, ma quella di altri, e per alcuni la vita di altri che meno sono e meglio è....
Tutto questo finisce col creare una richiesta politica che sempre di più diventa populista e xenofoba, credendo così che attraverso leader, più che mediocri, sarà possibile sconfiggere l'Islam e la Jade.
Pura illusione. Si tenta di esorcizzare inutilmente, aggravando così una situazione già grave.
Si invocano "uomini forti" nell'illusione che uno Stato di Polizia risolva le cose spazzando via la paura che attanaglia le nostre viscere, senza rendersi conto che il terrorismo2.0 ormai ha - purtroppo - la capacità di colpire nelle zone sguarnite da forze di polizia, come è avvenuto con l'ultima incursione in chiesa, in un paese remoto della Normandia, non certo a Parigi.
Si è disposti a cedere pezzi di libertà in nome della sicurezza senza rendersi conto che a tale disponibilità corrisponde sempre - come dimostra la Storia - l'avvento di totalitarismi e sangue.
La politica sana deve recuperare il suo ruolo vero, combattendo le emarginazioni e le povertà delle nostre città, del nostro Paese e dei ghetti del mondo dove vivono gli emarginati del pianeta, gli emarginati che percorrono migliaia di km o attraversano con un gommone il mare che spesso li inghiotte. Ad un terrorismo2.0 bisogna anche contrapporre, non eserciti in piazza, ma Intelligence2.0, capace di prevenire piuttosto che unicamente reprimere.
Per far tutto ciò, anche l'Europa deve recuperare i propri valori, quei valori che decenni fa la fondarono facendola diventare la vera speranza dei popoli, che per secoli si erano scontrati e massacrati con guerre infinite. Solo così si potranno sconfiggere non solo il terrorismo, ma anche quei populismi e quei rigurgiti di rinascita di destre estreme che vogliono minare l'unità dei popoli che nei decenni si è raggiunta, sfruttando lo scontento e la paura dei cittadini dei singoli Paesi e degli strati di società che progressivamente si impoveriscono e vedono l'altro come il nemico che toglie lavoro e piazza bombe.
E' però anche certo che l'Islam moderato deve condannare con forza questi atti tremendi e irresponsabili, alzando forte la propria voce e riaprendo un dialogo interculturale e interreligioso, capaci di riscoprire ciò che ci unisce e non ciò che ci divide.
domenica 10 luglio 2016
Gocce di Libertà: Un pugno che uccide la società buonaCome si fa a...
Gocce di Libertà: Un pugno che uccide la società buona
Come si fa a...: Un pugno che uccide la società buona Come si fa a sferrare un pugno ad un uomo perché difende la propria moglie o una donna qualsiasi? ...
Come si fa a...: Un pugno che uccide la società buona Come si fa a sferrare un pugno ad un uomo perché difende la propria moglie o una donna qualsiasi? ...
sabato 9 luglio 2016
Un pugno che uccide la società buona
Come si fa a sferrare un pugno ad un uomo perché difende la propria moglie o una donna qualsiasi? Come si fa a considerare nemica una persona, solo perché ha il colore della pelle diverso dal mio? Come si fa a considerare la propria donna inferiore all'uomo e per questo picchiarla a sangue fino a sfregiarla o ucciderla? Come si diventa cecchino e si spara per uccidere in una cittadina americana che già vide l'omicidio di JFK?
Interrogativi tremendi che spesso sfociano in risposte che addebitano alla follia individuale la responsabilità di delitti così efferati. Ma è frutto di pazzia o di una "malattia sociale" che invade spesso la sfera personale e sociale?
Questo odio, questa violenza producono altro odio e altra violenza, cioè diventano funzionali alla cultura della contrapposizione che ormai domina ogni anfratto della nostra vita.
E' la logica strisciante del male che progressivamente si impadronisce delle nostre azioni, dei nostri desideri, del nostro modo stesso di intendere la vita.
Come ho avuto già modo di scrivere, domina l'individualismo più esacerbato. Troppo spesso abbiamo creduto che dal liberismo nascesse la nostra sicurezza basata su una produzione della ricchezza infinita. Mai errore fu così grande. E' tempo di ripensare a un intervento pubblico capace di debellare le insicurezze personali dando risposte collettive ai problemi primari di questa nostra società ed in particolare alla morsa della paura, alla disoccupazione ed alla povertà di massa.
Come ho avuto già modo di scrivere, domina l'individualismo più esacerbato. Troppo spesso abbiamo creduto che dal liberismo nascesse la nostra sicurezza basata su una produzione della ricchezza infinita. Mai errore fu così grande. E' tempo di ripensare a un intervento pubblico capace di debellare le insicurezze personali dando risposte collettive ai problemi primari di questa nostra società ed in particolare alla morsa della paura, alla disoccupazione ed alla povertà di massa.
Siamo riusciti a privatizzare anche l'utopia, cioè quel valore che nel secolo scorso aveva guidato collettivamente, nel bene e nel male, intere generazioni di giovani, compresa la mia, nella convinzione che la rivoluzione e del cambiamento del mondo prima con la pace e poi - drammaticamente - con la P38.
Il nostro modello non è più una società buona ma "una vita buona", troppo spesso non tendiamo al bene pubblico ma all'appagamento personale, non comprendendo che la libertà personale non può che essere frutto solo di un impegno collettivo.
Questo si manifesta spesso anche col voto che non è riferito al perseguimento di una città più a misura d'uomo per tutti, di un Paese che rispetti chi lavora per creare ricchezza collettiva; così vince spesso il populismo, il razzismo "elegante", che a parole dichiara di rispettare il diverso ma che nei fatti lo perseguita e lo vuole distruggere.
In questa logica il metro di misura non è la vita umana ed il rispetto per essa, ma piuttosto - ancora una volta - la contrapposizione: "perché ci si scandalizza se un bianco uccide un nero, quando anche i neri uccidono i bianchi?" L'orizzonte interpretativo è l'odio, la contrapposizione, l'occhio per occhio, perdendo di vista che sia il bianco che il nero sono persone con sentimenti, legami, famiglie, amori, vite condivise.
Non sono scimmie, né se anche discendessimo dalle scimmie - come vorrebbero alcune interpretazioni della teoria dell'evoluzione per selezione naturale - saremmo privi di un'anima. Siamo persone che esistono e vivono solo se si pongono in relazione con gli altri, che vivono bene solo se hanno obiettivi collettivi, affetti comuni. Considerare l'altro come diverso porta inevitabilmente a populismi, anticamera di totalitarismi. Ma non tutto il mondo fortunatamente è così, c'è ancora chi crede profondamente al riscatto dei più deboli, dei più bisognosi, c'è ancora chi non li usa citandoli solo in campagna elettorale, ma lavora per il loro riscatto.
Il nostro modello non è più una società buona ma "una vita buona", troppo spesso non tendiamo al bene pubblico ma all'appagamento personale, non comprendendo che la libertà personale non può che essere frutto solo di un impegno collettivo.
Questo si manifesta spesso anche col voto che non è riferito al perseguimento di una città più a misura d'uomo per tutti, di un Paese che rispetti chi lavora per creare ricchezza collettiva; così vince spesso il populismo, il razzismo "elegante", che a parole dichiara di rispettare il diverso ma che nei fatti lo perseguita e lo vuole distruggere.
In questa logica il metro di misura non è la vita umana ed il rispetto per essa, ma piuttosto - ancora una volta - la contrapposizione: "perché ci si scandalizza se un bianco uccide un nero, quando anche i neri uccidono i bianchi?" L'orizzonte interpretativo è l'odio, la contrapposizione, l'occhio per occhio, perdendo di vista che sia il bianco che il nero sono persone con sentimenti, legami, famiglie, amori, vite condivise.
Non sono scimmie, né se anche discendessimo dalle scimmie - come vorrebbero alcune interpretazioni della teoria dell'evoluzione per selezione naturale - saremmo privi di un'anima. Siamo persone che esistono e vivono solo se si pongono in relazione con gli altri, che vivono bene solo se hanno obiettivi collettivi, affetti comuni. Considerare l'altro come diverso porta inevitabilmente a populismi, anticamera di totalitarismi. Ma non tutto il mondo fortunatamente è così, c'è ancora chi crede profondamente al riscatto dei più deboli, dei più bisognosi, c'è ancora chi non li usa citandoli solo in campagna elettorale, ma lavora per il loro riscatto.
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